Fondo Rosario Romeo

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Il Fondo, recentemente donato dalla figlia alla Fondazione Biblioteche, è costituito da n. 5.813 titoli fra monografie e periodici. Comprende anche circa 3.800 opuscoli, raccolti e inventariati dallo stesso Prof. Romeo ed ora riordinati alfabeticamente in 69 faldoni di miscellanee. Gli argomenti riguardano soprattutto la storia italiana ed in particolare gli studi sulla Storia della questione meridionale, più specificatamente sulla Sicilia,  di cui Romeo illustra attraverso i suoi studi il regime fondiario, le scelte agronomiche, la trama della società.

Come esponente del meridionalismo liberale  Romeo aveva legami con riviste come lo “Spettatore italiano” di Raimondo Craveri, il “Mondo” di Mario Pannunzio, il “Tempo presente” di Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte oltre che con “Nord e Sud” di Francesco Compagna. All’interno di queste riviste, tutte presenti nel Fondo, divenne centrale il confronto tra cultura liberale e cultura marxista negli anni della  guerra fredda. Romeo espresse sempre una critica molto serrata alla lettura gramsciana del Risorgimento e dello Stato liberale come dimostra  nei due articoli “La Storiografia politica marxista” e “Problemi dello sviluppo capitalistico in Italia dal 1861 al 1887” pubblicati sulla rivista “Nord e  Sud” nel 1956 e nel 1958.  I due articoli furono poi raccolti nel 1959 nel volume “Risorgimento e capitalismo”, pubblicato da Laterza. Gli altri filoni di studio rintracciabili nel fondo librario sono legati alla questione risorgimentale e dell’unità d’Italia e sulle origini e lo sviluppo del capitalismo italiano tra Otto e Novecento. Rosario Romeo non fu solo uno dei più importanti storici dell’età moderna e contemporanea ed un accademico, ma anche un giornalista e un politico di primo piano a livello nazionale ed internazionale.

La sua biblioteca completa l’offerta dei fondi librari della Fondazione Biblioteche in materia di storia moderna e contemporanea che con il Fondo De Felice e la Fondazione Spadolini crea a Firenze un polo di consultazione unico del suo genere, costituendo la felice coincidenza di riunire nella stessa città gli strumenti di tre illustri storici, uniti in vita da profonda amicizia.