Archivio storico della Cassa di Risparmio di Firenze
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Recentemente conferito alla Fondazione Biblioteche da Intesa Sanpaolo S.p.A., divenutane proprietaria con l’incorporazione di Banca CRF, l’Archivio storico della Cassa di Risparmio di Firenze trae la sua origine dalla risoluzione del Consiglio d’amministrazione del 26 gennaio 1876 di impiantare una Sezione archivi e di nominare un archivista che ne curasse la gestione. Dell’originario nucleo di carte riordinate, l’archivio subì notevoli distruzioni sia a seguito di calamità naturali, sia anche a causa di selezioni indiscriminate dovute a provvedimenti pratico-organizzativi.
A cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento fu Guido Pampaloni che riorganizzò i documenti superstiti, tenendo conto dei diversi soggetti produttori delle carte: oltre alla Cassa Centrale, gli archivi aggregati dei Monti di Pietà (di Empoli, Firenze, San Sepolcro, Montevarchi) e di alcune Casse di Risparmio (Empoli, Cortona) oltre alla Cassa di Sconto di Firenze e all’Azienda dei Presti, assorbiti dalla Cassa Centrale nel corso del regime fascista.
Se già Pampaloni, nel suo inventario del 1962, evidenziava notevoli lacune documentarie, l’alluvione che colpì Firenze nel 1966 contribuì notevolmente ad arrecare ulteriore e grave danno alla consistenza dell’archivio. Il materiale danneggiato fu in parte recuperato mediante un efficace restauro da parte di sette comunità di suore fiorentine e successivamente affidato al lavoro del Laboratorio di Restauro del Libro dell’Abbazia di Santa Maria a Rosano.
L’archivio è formato da due nuclei:
- L’Archivio storico costituito da 765 volumi rilegati che raccolgono i documenti della Cassa Centrale di Firenze e dei Monti di Pietà di Firenze, Empoli, Montevarchi, Sansepolcro e Cortona dal 1581 al 1955;
- Il Fondo Novecento, comprensivo anche dei libri sociali dal 1829 al 1992, composto complessivamente da 1.161 faldoni, 437 registri, 248 volumi, 214 tubi contenenti 6.357 disegni tecnici, 32 album fotografici, 8 audiovisivi e 2 schedari, oltre ad altro materiale aggiunto recentemente e classificato come “addenda”.
Sono stati predisposti strumenti di consultazione (inventari), in forma di file pdf – scaricabili da questa pagina – validati dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana, che ha dichiarato l’Archivio “di interesse storico particolarmente importante”.
I Libri sociali fino al 1992, digitalizzati da Intesa Sanpaolo S.p.A., sono consultabili collegandosi al sito https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/
