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I grandi geni e le loro botteghe, usi e rivalità

“I grandi geni e le loro botteghe, usi e rivalità“, una conferenza di Cristina Acidini del ciclo “Sfogliare Firenze“
Fondazione Biblioteche Cassa Risparmio Firenze
Sala Convegni, via Bufalini 6, a Firenze
Giovedì 16 aprile 2026, ore 16,30
Saluti e introduzione di Sandro Rogari
La bottega artistica fiorentina del Tre-Quattrocento è una struttura del lavoro di grande efficienza. All’interno è organizzata secondo una gerarchia rigidamente regolata che mette al vertice il maestro, e in sott’ordine gli allievi assistenti, gli apprendisti, i garzoni. Per il Trecento è esemplare la bottega di Giotto, dalla quale escono Taddeo Gaddi, Maso di Banco, Bernardo Daddi e altri, che formano anche la generazione successiva.
All’aprirsi del Quattrocento è particolare la società Masolino-Masaccio. Fioriscono le versatili botteghe rivali di Andrea del Verrocchio (che ha per allievo Leonardo da Vinci) e di Piero e Antonio del Pollaiolo, poi di Sandro Botticelli e Domenico Ghirlandaio.
Le botteghe sono luoghi di aggregazione sociale, dove si parla dell’attualità e si ordiscono beffe. Con Leonardo e Raffaello, la bottega si trasforma: diventa cerchia di seguaci o squadra di collaboratori specializzati. Michelangelo lavora quasi solo, con pochi sceltissimi assistenti.
La conferenza di Cristina Acidini si inserisce nel ciclo “Sfogliare Firenze. Politica, cultura, economia e società“, promosso dalla Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di Firenze, ideato da Paolo Ermini, giornalista e consigliere della Fondazione Biblioteche, è un’occasione per rileggere alcune pagine della storia della città.
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